l'attrezzatura, le mute

l'attrezzatura per la pesca in apnea è sempre un argomento piuttosto delicato. Non esistono infatti verità assolute e di solito, chi adopera determinati fucili o determinate pinne, difficilmente cambia abitudini solo perchè qualcuno la pensa in modo diverso. Quindi mi muoverò con i piedi di piombo in questa sezione, anticipando il concetto che : se qualcosa funziona, continua ad usarla! Però se hai bisogno di qualche consiglio ponderato o dettato da chi ci ha già sbattuto il muso, leggi e magari puoi risparmiare qualche soldino.

LE MUTE

fatta questa premessa, parliamo di una delle attrezzature fondamentali per la pesca: la muta. come noto esistono svariati materiali in circolazione che offrono caratteristiche meccaniche e fisiche tali da coprire qualsiasi esigenza. Infatti siamo ormai in grado di dedicarci alla nostra disciplina in tutte le stagioni dell'anno senza patire i rigori dell'inverno, a patto però di possedere un guardaroba adeguato. Non dico che bisogna esagerare (per esempio io ho sette diverse mute fatte su misura) ma perlomeno avere due mute base di spessore e materiale tali da poter coprire la maggior parte delle stagioni. I tipi di neoprene a disposizione si differenziano per mescole utilizzate, praticamente più o meno dense, per spessore e per rifinitura dei due strati superficiali. Partendo da quest’ ultima caratteristica avremo:

NEOPRENE BIFODERATO:

Entrambe le superfici del materiale presentano una rifinitura in fodera, o tessuto, più o meno elastico in funzione delle ditte produttrici. I vantaggi delle mute di questo tipo sono la resistenza alle lacerazioni e la facilità con la quale si possono indossare i capi. Sicuramente non è un materiale da prediligere per chi vuole passare molte ore in acqua dato che come controindicazione avremo una minore morbidezza ed una minore capacità coibente, ovvero saremo poco capaci di trattenere il nostro calore corporeo. Potrebbe essere una soluzione iniziale per chi non vuole spendere molto ma che poi andrebbe ad arricchire gli scaffali dei ripostigli o dei garages.

NEOPRENE MONOFODERATO:

Già meglio! Anzi per qualcuno potrebbe essere la soluzione definitiva ed ideale. Questo tipo di neoprene presenta una delle superfici, quella esterna, foderata in tessuto, mentre quella interna rimane spaccata, ovvero con le cellule di aria aperte. In tale maniera si assicura una maggiore morbidezza del capo, una superiore capacità del materiale ad aderire al corpo, limitando al massimo la creazione di fastidiose sacche di aria, o acqua, ed una conseguente maggiore coibentazione. Mi sento di consigliare questo tipo di soluzione per chi volesse acquistare un capo valido e impiegabile in svariate occasioni. I pregi sono :        giusto equilibrio tra comfort e robustezza; certamente non sarà una muta morbida come una in liscio spaccato, ma la superficie interna offre notevole confort e protezione. L’esterno in foderato permetterà l’uso di cuciture non passanti che rafforzeranno notevolmente le giunture tra le varie parti senza irritare la pelle. Ovviamente il foderato esterno ripara notevolmente il neoprene da abrasioni o tagli conseguenti ad un uso poco attento. Se poi siete schiavi del mimetismo tale soluzione permette di trovare in commercio ottimi tessuti mimetici di sicuro effetto ( suggerimento: TOP SUB nuovo mimetico 2K5).   Ma quali sono invece i difetti? Se proprio bisogna elencarli possiamo parlare della difficoltà nella vestizione, dato che le cellule aperte impediscono lo scorrimento del neoprene sulla pelle asciutta. La soluzione è semplice, con un po’ di acqua e sapone la muta la indosserete in maniera più agevole di quella bifoderata. Altro difetto da non sottovalutare è l’impiego su imbarcazioni durante gli spostamenti, soprattutto in inverno. Il problema è sensibile perché l’effetto del vento sul tessuto provoca l’evaporazione dell’acqua che inevitabilmente bagna il tessuto. Tale evaporazione, per un noto processo fisico, sottrae in maniera consistente, calore a chi è avvolto dal neoprene….ovvero il pescatore, che subirà un grave disagio. Una soluzione è l’impiego durante gli spostamenti di una cerata da indossare sulla muta per evitare il fenomeno dell’evaporazione. Per quanto mi riguarda ho deciso di usare capi in liscio spaccato durante la stagione invernale e l’impiego della barca, perché il freddo che si percepisce è davvero deleterio e limita parecchio la permanenza in zona di pesca. Inoltre, per evitare di avere freddo ai piedi ho cominciato ad impiegare calzari in spaccato interno e liscio zigrinato esterno…….funzionano alla grande (prodotti su misura dalla NEOS di Lecce). 

NEOPRENE LISCIO SPACCATO

Siamo al materiale più tecnico in circolazione e ovviamente con le migliori caratteristiche. L’estrema elasticità  e morbidezza di questo materiale permettono un confezionamento di capi che avvolgono il corpo senza costringerlo, offrendo un livello di comfort superiore alle altre tipologie ed un conseguente aumento delle prestazioni di apnea. Ma tale materiale presenta delle controindicazioni, anche se relative. Se siete alla vostra prima muta….non fatelo! Tutti, e sono sicuro di poter smentire chi affermi il contrario, hanno strappato la loro prima muta in liscio spaccato. È inevitabile, non avendo esperienza diretta, pizzicare o strisciare la superficie esterna della muta provocando tagli e squarci. Ma vi assicuro che dopo la prima volta, le prime maledizioni e le prime semplici riparazioni fai da te con neoprene liquido, si acquisisce la giusta sensibilità e la corretta tecnica per impiegare al massimo questo ottimo materiale. Cercate quindi di abbondare con la soluzione acqua e sapone sia internamente che esternamente, sia durante la vestizione che durante la svestizione. Non maneggiate mai la superficie esterna pizzicandola tra le dita o, peggio ancora, usando le unghia. Nel caso specifico dei pantaloni indossate i calzari prima e al momento di infilare il capo, ricopriteli con una busta di plastica, la vestizione sarà ancora più semplice e veloce. Non tirate in posizione qualsiasi lembo del capo con le dita ma piuttosto usate il palmo della mano per usare una superficie maggiore e sollecitare il materiale in maniera più omogenea. Una volta indossata la muta, se proprio non riuscite a posizionarla in maniera perfetta, aspettate di essere in acqua, il gioco di pressioni e il velo di liquido interno alla muta, metteranno ogni cosa al suo posto. Controllate spesso le giunture dei vari lembi, sono proprio questi incollaggi che tendono a cedere per prima, ma se presi per tempo possono facilmente essere ripresi con del neoprene liquido. Fate sempre mente locale a dove vi posizionate, in acqua o sulla barca/gommone, cercando di evitare superfici taglienti o abrasive, insomma sappiate di indossare un capo delicato ma che vi permetterà di rimanere per ore ed ore in acqua con il massimo confort, migliori prestazioni e rimanendo caldi. Quindi mute confezionate con tale materiale sono il punto di arrivo di chi ha già maturato una certa esperienza e vuole dotarsi di un capo ideale. Esiste ovviamente, la possibilità di mimetizzare anche il liscio esterno e si trovano in commercio soluzioni adatte a tutti i fondali.

NUOVI MATERIALI

Giusto due righe su nuovi materiali che si stanno affacciando sul mercato: sentirete parlare di liscio zigrinato/ spaccato. Questo materiale è un buon compromesso tra la morbidezza del liscio spaccato, e la resistenza dello spaccato foderato. Praticamente l’interno del materiale rimane spaccato, con le caratteristiche ed i pregi enunciati in precedenza, mentre la superficie esterna viene rinforzata, in maniera meccanica, corrugando il neoprene. La soluzione è valida per i seguenti motivi: l’esterno non presenta fodera, quindi non provoca l’effetto frigorifero per l’evaporazione; il materiale è più morbido del foderato ma più resistente ai tagli ed abrasioni del liscio. Di contro offre qualche difficoltà nella svestizione dato che la zigrinatura produce maggiore attrito quando due superfici vengono a contatto. La cosa si risolve impiegando acqua e sapone anche sull’esterno quando ci si sveste.

Altro materiale innovativo è una sorta di multistrato liscio /foderato/ spaccato. Praticamente la muta presenterà una parte interna spaccata ed una esterna liscia intervallata da uno strato di tessuto. I pregi potrebbero( sono costretto ad usare il condizionale perché non ho mai provato tale materiale) consistere nella possibilità di avere cuciture non passanti su un liscio esterno. Infatti le macchine per cucire potrebbero “pescare” nella fodera intermedia senza però arrivare all’interno. Ne deriva una maggiore robustezza del capo con i vantaggi del liscio spaccato. Funzionerà?!?! L’unico dubbio che mi sorge è relativo alla fodera intermedia che, proprio per la sua posizione, potrebbe asciugarsi in tempi molto lunghi rischiando di marcire ed indebolirsi, ma non avendola mai provata………..!!! 

QUALCHE CHIARIMENTO

Bisogna puntualizzare che, oltre al tipo di superficie, il neoprene cambia per caratteristiche meccaniche da ditta produttrice a ditta produttrice. Ovviamente i giapponesi la fanno da padrona e sentirete parlare di marche tipo HEIWA, YAMAMOTO, NEWPREN XP, DAIWABO, NAMLIONG etc etc. La scelta rimane personale ma sappiate che ogni ditta produce materiali con caratteristiche diverse. Qualche neoprene sarà più caldo ma meno resistente allo schiacciamento, altri saranno più elastici ma meno caldi, insomma sapere che si hanno svariate possibilità ci permetterà di attagliare la muta alle nostre esigenze, ma anche al periodo di pesca. Per esempio se dovrò usare il famoso cappotto invernale con giacca da sette millimetri, sarà inutile impiegare un materiale che ha come caratteristica principale la resistenza allo schiacciamento. Infatti le quote operative invernali rimangono sempre sopra i dieci metri e tale caratteristica non mi gioverà affatto, soprattutto se a discapito del potere coibentante. Informatevi al momento dell’acquisto sulle caratteristiche del materiale e fate le vostre scelte di conseguenza.

Esiste la possibilità di rivestire lo strato interno di una muta spaccata con delle “spalmature”, ovvero materiale che in qualche modo chiude le cellule aperte del neoprene per permettere una più facile vestizione. A parte questo vantaggio le ditte parlano di maggiore potere riflettente del calore, permettendo un maggiore mantenimento della temperatura corporea. Sul primo pregio sono concorde, in effetti è sufficiente del borotalco per la vestizione, ma sul secondo sono un po’ scettico avendo riscontrato un maggiore calore con mute in spaccato puro oltre ad una superiore morbidezza….….comunque sappiate che esiste questa possibilità.

….E QUALCHE SUGGERIMENTO

Muta confezionata o su misura?

La soluzione mi sembra ovvia. Un capo su misura ci avvolgerà come un guanto permettendoci di passare ore ed ore in mare. Esistono molte ditte di artigiani specializzati e gestite da appassionati pescatori, in grado di fornire prodotti esclusivi. Ma se il budget è un elemento fondamentale e le dimensioni corporee sono normali(normotipo), non avrete difficoltà a trovare in commercio quello che vi soddisfa. Personalmente ritengo che la differenza di prezzo sia talmente limitata a confronto dei vantaggi che ci si potrebbe fare un pensierino. Almeno la prima volta non prendete le misure da soli ma fatelo fare ad un esperto, così saprete di non aver commesso errori banali.

Una misura per ogni stagione

Ok  possiedo sette mute e probabilmente è un po’ esagerato, però combinare i vari spessori ed i vari materiali permette di trovarsi sempre in situazioni ideali. Attualmente in Puglia (Aprile)ci sono 12/13 gradi in acqua, e forse la soluzione migliore è quella di abbinare una giacca da 7 millimetri con un pantalone da 5. In particolare sto usando la stessa combinazione in liscio spaccato che ho usato per l’inverno e che mi permette di rimanere in acqua anche per 3-4 ore. In aggiunta uso un efficace bermuda che elimina totalmente le infiltrazioni. Per le nostre latitudini non userei nulla di più pesante, anche perché pantaloni da 7 sarebbero davvero ingombranti. Questa combinazione, con la giusta zavorra, permette anche di fare le prime puntate stagionali oltre i 10 metri, a patto però di avere un discreto allenamento. In seguito, spero presto, abbandonerò la giacca da 7 per usare un completo giacca 5 e pantaloni 5. questa è la muta più versatile e alla portata di tutti. Ovviamente anche qui ci saranno variazioni sul tema passando da un liscio spaccato, sempre con bermuda, per poi perderlo, e passare anche ad un foderato spaccato al salire delle temperature. Lo “step” successivo è quello di alleggerire le gambe con pantaloni da 3, per poi arrivare alla combinazione estiva che ci permetterà di scendere con il minimo ingombro e le massime prestazioni, la muta da 3. Come vedete avendo a disposizione un variegato campionario di mute si possono coprire tutti i periodi dell’anno e le varie situazioni (uscite da terra, uscite in barca), ovviamente si tratta di una ricerca della perfezione. Sicuramente con una buona muta da 5 si riescono ad ottenere gli stessi risultati e a risparmiare qualche euro. Esistono comunque altri accorgimenti che ci permettono di modulare ulteriormente gli spessori, se in possesso di un unico capo. Oltre al bermuda, di cui abbiamo già parlato, è interessante anche l’uso di un corpetto. Quest’ anno l’ho impiegato con una giacca da 5 e devo dire di esserne stato piacevolmente stupito. Un corpetto morbidissimo da 2 millimetri mi ha permesso di pescare con la 5 fino a dicembre/gennaio, senza gli ingombri della 7.

Pantaloni a salopette o vita alta

Ritengo i pantaloni a vita alta la soluzione ottimale per poter modulare i vari spessori di mute. La salopette potrebbe costringere un po’ troppo la vita rendendo difficoltosa una respirazione armoniosa e controllata. Se poi i climi rigidi ci costringessero ad un aumento di spessore, potremo sempre optare per una giacca più spessa. Sempre per i pantaloni sconsiglio l’uso di neoprene liscio spaccato se costretti a scendere sotto i 5 millimetri. Il capo sarebbe troppo delicato e rischieremmo di rovinarci le battute per uno strappo improvviso. Mi riprometto però di darvi informazioni sul nuovo spaccato zigrinato che, per le caratteristiche su esposte, potrebbe rivelarsi una buona soluzione……magari in una sezione pillole che stiamo implementando.

 
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