L'attrezzatura, i fucili

I FUCILI 

Parliamo un po’ di fucili. Non tanto descrivendo quelli che possono essere trovati oggi in commercio, quanto specificando i pregi ed i difetti(eventuali) delle varie tipologie. Partiamo sempre da qualche presupposto che sarà bene tenere a mente come verità assoluta sulla quale prendere le nostre decisioni: non bisogna essere dei GUGLIELMO TELL per poter insagolare una preda. Cercando di tenere bene a mente questo principio ci rendiamo conto che le capacità richieste non sono tanto quelle di sparare a distanze enormi e con capacità balistiche tipiche di un missile teleguidato, quanto la bravura ad avvicinare o farsi avvicinare dal pesce per poter tirare a colpo sicuro. Ovviamente è capitato anche a me di effettuare tiri molto lunghi al limite della gittata e a rimanere stupito dalla precisione dell’arma, ma sicuramente non deve essere questa la norma, pena ritrovarsi spesso a mani vuote. Non sono in grado di dare grossi consigli per fucili oleopneumatici,  perché non ne uso, ma qualche nozione sui micidiali arbalete posso fornirla.

Il fucile deve essere necessariamente commisurato alla tecnica da applicare e, se vogliamo, al tipo di preda. Per spiegarmi meglio, se voglio basare una battuta scendendo da terra, per pescare in risacca in una zona dove so per certo che ci sono spigole, magari anche a Dicembre Gennaio, è un po’ inutile armarsi di un 115 con doppio circolare ed asta da 6.5. Invece prediligerò un arma leggera e facile da brandeggiare.  Poi ovviamente, a confermare la regola, a me è successo di ritrovarmi in quelle condizioni, un tonno di circa 80 kg perfettamente a tiro….non ho tirato!

Se la nostra tecnica preferita è l ‘aspetto il nostro fucile sarà necessariamente un arbalete con lunghezza del fusto vicina ai 100 centimetri. Questa è un arma davvero versatile che permetterà un uso adeguato all’aspetto con la possibilità di impiego addirittura in tana se utilizzato con la giusta tecnica. I modelli a disposizione sono svariati, ed oggi la grossa differenza la fa il tipo di testata che si utilizza. Praticamente si sta sviluppando la tendenza ad impiegare fucili senza testata e quindi con elastici circolari. Senza dare giudizi assoluti, cerchiamo di vedere quali possono essere i pregi di tale arma rispetto ai classici arbalete con elastici “imboccolati”.

Quello che ho notato subito è la mancanza di resistenze e vibrazioni durante il movimento laterale dell’arma. Ovviamente l’elastico circolare, che parte dalla testata, rimane per quasi tutta la sua lunghezza attaccato al fusto offrendo una superficie  totale inferiore a quella offerta dal fusto e dagli elastici nei fucili classici. Ciò si traduce in una migliore capacità di brandeggio dell’arma. Altro vantaggio è quello della linea di mira libera da qualsiasi interruzione. Ho notato infatti una maggiore, o più naturale, capacità di allineamento del fucile sulla preda, grazie al prolungamento della linea di tiro offerta dall’asta continua. Altro aspetto da considerare è quello della mancanza di una struttura in punta al fucile, che offre una elevata resistenza all’acqua. Infatti, dato che il circolare praticamente si inserisce in un foro del fusto stesso, non sono necessarie strutture a supporto degli elastici, proprio nel punto di braccio maggiore. Gli elastici circolari sono facilmente assemblabili e con una spesa più contenuta, potremo acquistarli al metro per poi adattarli ai nostri fucili (mi riservo di dare qualche dritta su come fare in un altro momento). Ma l’elemento che più dovrebbe caratterizzare in positivo questi fucili senza testata è la forte diminuzione del momento flettente sul fusto. Gli arbalete classici, montando una testata che sopraeleva gli elastici rispetto al fusto, consente allo stesso di flettersi quando caricato. Il  fenomeno aumenta a dismisura con fucili molto lunghi, all’aumento dello spessore degli elastici, e quindi all’aumento della potenza richiesta, e in funzione del materiale. Un fusto in carbonio di determinato spessore si fletterà meno di uno in alluminio, ma costerà anche il doppio o triplo. Con i fucili senza testata  gli elastici agiscono sul fusto non per flessione ma per compressione e quindi gli effetti di inarcamento saranno praticamente assenti. Cosa significa tutto questo? Praticamente a parità di lunghezza potrò usare elastici molto più potenti, se questo è il mio scopo; non dovrò spendere un occhio della testa per avere materiali tecnologicamente avanzati (carbonio) ma costosissimi; potrò usare elastici attagliati perfettamente all’arma perché autocostruiti e soprattutto che non cederanno, come spesso accade, al livello della unione tra la gomma e la boccola in materiale plastico.

Quali saranno i contro di questo tipo di arma? Ovviamente ci sono delle considerazioni da fare: sicuramente ricaricare un fucile classico mi è sembrato più facile e rapido rispetto ad uno senza testata. Premetto che con l’abitudine si migliora tutto, però ricaricare un arbalete classico non prevede di avere a che fare con sagole che si rigirano in testata per bloccare l’asta sul fucile. Insomma oggettivamente qualche secondo in più si perde, ma è un problema insormontabile?

Altro aspetto riguarda il guida asta. I fucili a circolare sono precisi se….hanno un guida asta integrale. Basta pensare a come agiscono le forze propulsive degli elastici sull’asta per capire che un guida asta integrale e perfettamente dritto è indispensabile. Altri problemi non ne ho incontrati. Cosa faccio io? Ovviamente ho iniziato con arbalete classici e devo dire che sono armi comunque micidiali, ma da quando mi sono abituato a sparare con un 100 in legno costruito da un amico (mitico Daniele “geppetto” De Paolis) non ho più usato i miei altri 5 fucili. Si tratta di un arma a sezione ellittica in cui gli elastici carichi, affogano in due canali ricavati lateralmente. Il guida asta è integrale, impiego un unico circolare da 18 ed un asta da 6,35 doppia aletta della SEATEC……..un arma micidiale. Non riesco a liberarmene!!!

Malgrado le dimensioni generose, risulta praticamente neutra in acqua ed offre pochissima resistenza al brandeggio ma elevata all’elevazione; questo è un altro vantaggio perché smorza in maniera dinamica gli effetti del rinculo al momento dello sparo, quindi il fucile non si alza e non devia la traiettoria della freccia che parte. A favore di questo fucile c’è anche la massa discreta che sempre al momento del tiro permette all’arma di essere difficilmente spostata e quindi rimanere estremamente precisa.

Ma allora tutto questo cosa significa? Bisogna dotarsi di questo fucile? Niente di più sbagliato. Avendo in passato incolpato altri fucili per delle clamorose padelle (tiri sbagliati) mi rendo conto che l’arma diventa sempre più precisa con il passare del tempo, ovvero all’aumentare della nostra abitudine a sparare sempre con quel manico, con quelle dimensioni, con quell’ allestimento etc etc. Torniamo quindi al concetto iniziale, ovvero dovremo riparare all’eventuale imprecisione del fucile, facendo avvicinare il pesce il più possibile, in modo da tirare sempre a colpo sicuro.

Quale fucile usare per l’aspetto? Direi che se si tratta di pescare in condizioni di visibilità minima ed in risacca conviene mantenersi in dimensioni ridotte che possono essere coperte anche da arbalete classici. Quindi fusti da 75 o i più recenti 82 offrono prestazioni di tutto rispetto, mantenendo una grande maneggevolezza e soprattutto la possibilità di allineare all’improvviso al comparire della preda. Se le condizioni sono migliori e più stabili, potremo passare ad un 90. che ci permetterà di fulminare anche qualche preda fuori misura e magari non preventivata (ricciola???). Ma passando a dimensioni superiori, da usare magari sulle secche d’estate ed in condizioni di mare calmo e buona visibilità, passerei a fucili a circolare, magari con doppio elastico (fusto tra 110  e 120)  ma anche armati con un’asta importante, da 6.5 mm e doppia aletta. Del resto con queste armi potremo aver ragione del sarago da chilo  come della ricciola da 20.

Di norma pesco sempre con fucili armati di mulinello perché mi danno una sicurezza superiore, sia per recuperare la preda che per districarsi da situazioni poco simpatiche. Ricordiamoci che potremo sempre ritornare a respirare in superficie senza dover abbandonare il fucile. Inoltre se la preda è di dimensioni ragguardevoli oppure è inaspettata, tipo le potentissime palamite, senza mulinello rischieremmo di perdere il pesce o addirittura l’asta. Anche se non ho avuto modo di impiegarlo, mi sono procurato anche un cortissimo arbalete armato a fiocina, si tratta di un 65 centrimetri. Sono convinto dell’utilità di possedere una tale arma e magari portarla sempre al seguito, in barca o sotto il pallone, però la mia avversione ad infilare la testa nelle tane non mi ha ancora permesso di valutarne l’impiego……ma spesso mi sarebbe piaciuto averla al posto del fedele legno da 100.

Quindi ricapitolando e volendo fornire la solita pillola di saggezza:

per la pesca all’aspetto prediligerei un fucile di almeno 100 cm, meglio se armato con un elastico circolare neanche troppo esasperato in potenza, ma con una buona progressività. Il materiale ideale per me è ormai senza dubbio il legno anche per la massa che limita il rinculo al momento del tiro e per la possibilità di modellarlo in maniera efficace sia per dotarlo di guida asta che di sezione ellittica, tale da esaltarne le doti di precisione, brandeggiabilità e stabilità dinamica. L’asta potrà essere una flessibile 6,3 mm di diametro, rigida abbastanza e dal peso sufficiente a perforare qualsiasi pesce. Dotata di doppia aletta, un asta del genere ci permetterà di rimanere sicuri per il recupero della preda, ma se proprio non vogliamo rinunciare all’aletta singola, almeno utilizziamo l’espediente di passare la sagola non all’ultimo foro, ma al foro che in genere si trova tra le due tacche di carico……..vi siete mai chiesti a cosa possa servire??? Se  la sagola viene passata a quel foro, una volta insagolato il pesce, la coda stessa dell’asta si disporrà a 90 gradi rispetto alla sagola in tensione, impedendo al pesce di liberarsi per una eventuale chiusura o cedimento dell’unica aletta che voi avrete deciso di utilizzare….

Sempre parlando di aste, ultimamente utilizzo aste modificate all’altezza delle tacche. Infatti con dei punti di saldatura in acciaio faccio riempire le tacche, punto debole dell’asta, e inserisco delle pinnette sopraelevate che mi permettono di rinforzare la struttura dell’asta, di caricare l’arma in maniera più agevole e soprattutto di non lesionare nel tempo gli archetti fatti in nylon o dynema, che con le tacche di un tempo venivano spesso recisi. 
 
 

L’uso di determinati fucili nella pesca in apnea è necessariamente legato alle prede che si intende catturare e quindi alle tecniche che bisogna impiegare. Essendo un appassionato di aspetto ed agguato non ho una grossa esperienza di fucili oleopneumatici (fucili ad aria compressa per intenderci) quindi cercherò di fornire qualche consiglio sull’arma che ritengo comunque la più efficace e micidiale: l’arbalete. 

La tecnologia ha permesso l’evoluzione di quest’ arma passando da modelli poco potenti o poco precisi,  a fucili dalle capacità eccellenti, tanto da farli preferire di massima agli oleopneumatici. Bisogna ricordarsi però che alla base di tutto non sarà sufficiente avere un arma perfetta per ottenere risultati concreti se la tecnica adottata non porta il pesce ad avvicinarsi a tiro. Praticamente non bisogna essere dei “Guglielmo Tell” per mettere in sagola una preda, ma bisogna sapersi far avvicinare alla giusta distanza.

Fatta questa premessa vediamo quali arbalete  sono in circolazione che possano fare  al caso nostro. Ritengo che oggi la differenza sostanziale risieda sul tipo di testata e quindi sull’uso di arbalete con elastici circolari oppure con elastici separati o imboccolati su testate che chiameremo classiche. Premettendo che le scelte sono sempre personali, essendo passato dall’uso di arbalete classici e quelli con elastici circolari, ritengo gli ultimi migliori per una serie di motivi.

l'attrezzatura per la pesca in apnea è sempre un argomento piuttosto delicato. Non esistono infatti verità assolute e di solito, chi adopera determinati fucili o determinate pinne, difficilmente cambia abitudini solo perchè qualcuno la pensa in modo diverso. Quindi mi muoverò con i piedi di piombo in questa sezione, anticipando il concetto che : se qualcosa funziona, continua ad usarla! Però se hai bisogno di qualche consiglio ponderato o dettato da chi ci ha già sbattuto il muso, leggi e magari puoi risparmiare qualche soldino.

 
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